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Caldara di Manziana



Situato poco più a sud del Bosco di Macchia grande, Il monumento naturale della Caldara di Manziana, istituito con legge regionale n° 64 del 26 Settembre 1988, è uno straordinario fenomeno post vulcanico dovuto alla fuoriuscita di gas dal sottosuolo.

Come arrivare

La Caldara si trova a circa 5 km da Manziana e si può raggiungere in auto dalla città, seguendo la Strada Provinciale 2c. In seguito girare a sinistra presso la via della Caldara e proseguire per circa 500 metri lungo una strada sterrata giungendo ad un piccolo parcheggio.

Un po’ di storia

Nella parte centrale della Caldara, a testimonianza dei fenomeni post-vulcanici,è presente una conca dove si può assistere ad esplosioni freatiche di acque sulfuree. L’origine di questo geyser è dovuta alla vaporizzazione delle acque meteoriche che nel sottosuolo vengono a contatto con il magma ancora incandescente.

La denominazione Caldara deriva infatti dalla somiglianza con un pentolone di acqua bollente, ovvero calderone.

Dal punto di vista botanico la zona è interessante per la presenza boschetti di ontano nero che si prolungano lungo il fosso della Caldara, accompagnati dalla felce florida (Osmunda regalis) e da altre felci. nella parte più esterna del bordo del cratere su un terreno argilloso è presente un boschetto di betulle bianche (Betula pendula).

La presenza di questa specie, tipica dei territori nordici con clima freddo, risulta assai particolare a queste latitudini ed a soli 250 m di altitudine. La prima ipotesi è quella che tale boschetto sia sopravvissuto sin dall’era glaciale proprio grazie al microclima generato dalla fuoriuscita di gas dal suolo. Un’altra ipotesi vede il boschetto di betulle come una formazione artificiale relativamente recente.

Le bellezze della Caldara

La caldara è circondata inoltre da un querceto, costituito in prevalenza da cerro, farnetto (Quercus frainetto) e roverella, che in alcuni tratti si mescola con la betulla. All’interno del querceto si incontrano esemplari di acero minore (Acer monospessulanum), olmo minore, carpino nero e di cerrosughera.

Lungo il margine del bosco, oltre che all’acero campestre e al nespolo selvatico (Mespilus germanica), è caratteristica la presenza di un consistente gruppo di melo selvatico o melastro (Malus sylvestris) in cui si possono ammirare alcuni individui particolarmente grandi.

Il biancospino, il prugnolo selvatico (Prunus spinosa), la ginestra dei carbonai, e la ginestra ghiandolosa vanno a costituire lo stato arbustivo insieme a grandi cespugli di rosa di San Giovanni (Rosa sempervirens) rovo comune e rovo spinoso, mentre nelle zone più umide lungo il fosso troviamo inoltre il sambuco.

Diversi sono gli itinerari che attraversano la caldara, molti dei quali comprendono il passaggio per il bosco di Manziana. L’itinerario più completo parte dalla riserva naturale di Canale Monterano per arrivare fino alle sponde del Lago di Bracciano ( preferibilmente in bicicletta).

 

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