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Il Ponte del Diavolo



Come arrivare

Per arrivare all’antico Ponte del Diavolo dalla città di Manziana basta percorrere la strada Via di Macchia Grande in località La Mola, nello stesso comune.

Un po’ di storia

Prova della grande capacità nel costruire collegamenti di Roma, il Ponte del Diavolo, risalente forse del I sec. a.C. (età repubblicana), era un viadotto della strada romana che collegava il villaggio termale di Stigliano con la via Clodia, che univa Roma all’Aurelia, all’altezza del Monte Argentario.

Costruito con pietra vulcanica secondo la tecnica dell’opus quadratum (ovvero la sovrapposizione di blocchi di tufo a secco, senza il bisogno di un collante), è alto 9 metri e lungo circa 90.

Il ponte unisce le sponde del Fosso del Diavolo, che fa parte del Bacino del Lenta, affluente del Fiume Mignone, e segna il confine fra il Comune di Canale e il Comune di Manziana.

Ma un tal nome non poteva che corrispondere ad una altrettanto misteriosa credenza arrivata sino a noi fin dai tempi del Medioevo.

La leggenda del nome

Narra la leggenda che un giorno un monaco camminava su una strada romana nei pressi di Canale Monterano, quando incontrò il demonio.

I due cominciarono a parlare e i toni si fecero sempre più accessi dato che il monaco riteneva il diavolo capace solamente di parlare, ma non di agire.

Alla fine della discussione, il monaco e il suo malvagio interlocutore arrivarono ad una scommessa: il demonio avrebbe dovuto costruire, sopra il fosso dove si trovavano, un ponte immenso in una sola notte; in cambio, se ci fosse riuscito, avrebbe avuto l’anima di quattro fedeli.

Egli si mise subito all’opera: chiamò i suoi collaboratori e con fulmini e saette, in un batter d’occhio costruì un superbo ponte con blocchi di pietra appoggiati soltanto l’uno sull’altro.

La mattina seguente, orgoglioso della sua opera, andò in cerca del monaco il quale, quando vide quella grandissima struttura, rimase sbalordito e dovette riconoscere di aver perso la scommessa consegnando le quattro anime dei suoi fedeli.

Il diavolo felice, prima di ritornare nel suo regno, lasciò in segno della sua potenza, un’impronta della sua mano sul ponte. Superando la superstizione, il Ponte del Diavolo si dimostra un posto capace di unire storia e magia, credenze e origini.

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