Oriolo

Oriolo Romano è un comune della Tuscia Viterbese, conta circa 3800 abitanti ed è situato a circa 400 m s.l.m.. Il paese si estende su una zona collinare ricca di alberi ad alto fusto ed è attraversato dalla via Clodia, un’antica strada romana.

Come arrivare a Oriolo Romano

In auto

  • In auto da Roma prendere la strada regionale 2 Via Cassia (SR 2) fino al bivio per Bassano Romano, proseguire seguendo le indicazioni verso Oriolo Romano per circa 15 km. Oppure prendere la strada provinciale 493 Via Claudia Braccianese (SP 493) , proseguire per circa 30 km superando i bivi per Bracciano, Manziana per arrivare poi a Oriolo Romano.
  • Da Viterbo prendere la strada regionale 2 Via Cassia (SR 2) fino al bivio per Capranica, proseguire seguendole indicazioni per Oriolo Romano per circa 10 km.

In Autobus

Il centro è anche collegato a Roma e Viterbo da linee su gomma (COTRAL).

In Treno 

Oriolo Romano è raggiungibile tramite la linea ferroviaria FL3 Roma Ostiense – Cesano/ Viterbo.

Le bellezze di Oriolo

Appena fuori dall’abitato di Oriolo Romano si può incontrare un bellissimo bosco di faggi, la Faggeta di Oriolo, ancora integro con i suoi alberi ad alto fusto. Altra caratteristica della città di Oriolo è la Mola di Oriolo tutt’oggi immersa nel verde. E’ un luogo caro ai giovani oriolesi per fare scampagnate nella natura ed è meta di turisti che vi giungono per trascorrere giornate in tranquillità e fare escursioni.

Simbolo storico della città di Oriolo è il Palazzo Altieri, villa alla moda, secondo l’uso del tempo, ma anche una Villa inserita all’interno dell’urbanistica di una “città felice”.

La storia di Oriolo Romano

Oriolo nacque nel 1562, quando Giorgio Santacroce ricevette il feudo in donazione dalla famiglia Orsini e disboscò la Selva di Manziana, creando un nuovo insediamento di contadini e boscaioli provenienti prevalentemente dalla Toscana e dall’Umbria. A testimonianza di ciò, troviamo sulla  lapide del portale di palazzo Santa Croce, oggi noto come Palazzo Altieri,  una iscrizione che può essere considerata l’atto di nascita del paese: “Giorgio Santa Croce, figlio di Onofrio, V signore di Viano, disboscò la selva Mantiana. Nell’anno 1562 vi condusse i coloni, risistemò la Via Clodia, fornì il castello dell’Oriolo di mura, edificò la Chiesa di S. Giorgio e la dotò di rendita. Questo  Palazzo innalzò dalle fondamenta nell’anno del Signore 1585”.

L’intento di Giorgio Santacroce era di realizzare una città ideale calata nella realtà, una “città felice” ordinata con leggi giuste, dove gli abitanti potessero vivere nella concordia civile, nella sanità, in un benessere materiale e morale.

Il luogo scelto ha, infatti, condizioni climatiche ideali: ventilato ed asciutto, moderatamente elevato. L’impianto edilizio segue uno schema razionale, ma non rigido, ordinato secondo un sentimento di armonioso rapporto con lo spazio esterno.

Nel 1606 il feudo ritornò alla famiglia Orsini che nel 1671 lo vendette alla famiglia Altieri. Il feudo restò agli Altieri fino al 1922, anno in cui fu definitivamente smembrato in base alle leggi che facilitavano l’affrancamento degli “usi civici”.

Simbolo di Oriolo è il Pellicano, rappresentato abitualmente all’interno di un nido, nell’intento di ferirsi per nutrire col suo sangue i propri piccoli.

Negli anni recenti, Oriolo Romano ha visto crescere il numero dei suoi abitanti, grazie anche alla posizione favorevole rispetto a Roma e Viterbo e al fatto che la zona è servita da una buona rete di mezzi di trasporto.

Il paese ha una forte e caratteristica vitalità soprattutto nella bella stagione, quando la piazza e le vie del centro storico ospitano molti eventi e manifestazioni, a partire dai festeggiamenti del patrono San Giorgio durante l’ultima settimana di aprile.

Nel mese di giugno, al termine della scuola, il paese ospita per circa due settimane il Grest, il centro estivo parrocchiale, con la partecipazione di circa 150 ragazzi.

Alla fine dello stesso mese, gli impianti sportivi promuovono la Festa dello Sport con annessa Sagra dell’acquacotta, piatto semplice, tipico della zona, costituito da una zuppa di verdure i cui ingredienti venivano raccolti direttamente in campagna mentre si lavorava o si badava agli animali.

A seguire, nella prima settimana di luglio, sempre presso gli impianti sportivi, si tiene il Memorial Marianna, un mix di sport, musica e solidarietà per sostenere la realizzazione della “Casa accoglienza Marianna” a Rancagua del Cile, in ricordo di una giovane ragazza di Oriolo, molto conosciuta e amata, scomparsa prematuramente.

Dal mese di luglio le feste si spostano in Piazza Umberto I e nel vicino Largo Giorgio Santacroce. Si inizia con il Muso Music Festival, evento musicale in cui protagonista principale è la musica dal vivo, ma che coinvolge il panorama artistico in generale con stand dedicati a libri, fotografie, fumetti, giochi da tavola e prodotti artigianali, proponendosi come una buona vetrina per i giovani della zona. Un appuntamento molto seguito dalle band e dai giovani di tutto il circondario.

Seguono, nel mese di agosto, la Festa della Banda Musicale “Giacomo Puccini”e la Festa della Madonna della Stella.

E conclude il ciclo di manifestazioni estive, dando il benvenuto all’autunno, l’ormai nota Sagra del Fungo Porcino, evento che porta a Oriolo Romano numerosi turisti e visitatori nel mese di settembre, celebrando la specialità del fungo porcino, appunto, con un menu ricco e saporito e un programma denso di spettacoli musicali, mercatini e giochi per i più piccoli.